Manziana


 

Due parole su Manziana

Situata alle falde del Monte Calvario (541 m.), nella catena dei monti Sabbatini, entro il recinto craterico del lago di Bracciano, il Comune di Manziana è un'apprezzata località di villeggiatura a circa 50 Km. da Roma, lungo la via Claudia Braccianese. Il paese ha attualmente una fisionomia uniforme, con costruzioni basse ed armonizzate tra loro. Uno dei palazzi di maggior interesse, è il Palazzo Tittoni che si affaccia sulla piazza dedicata a Tommaso Tittoni, uomo politico più volte Ministro degli Esteri con Giolitti, e poi Presidente dell'Accademia d'Italia. Al centro della stessa piazzavi è una bella fontana quadrilobata, fatta costruire nel 1733 dal Precettore di Santo Spirito, Pietro De Carolis, arcivescovo di Traianopoli, che portò l'acqua potabile a Manziana, come risulta da un'iscrizione sulla facciata del palazzo. Questo, tuttora proprietà della famiglia Tittoni, fu costruito intorno al 1566 da Ottavio Mascherino, incorporando due torrioni a pianta quadrata del Castello dei Prefetti di Vico, non più esistente. Sempre sulla piazza prospetta la Chiesa di San Giovanni Battista, ad una navata, con la doppia croce di Santo Spirito sulla facciata, mentre di fronte, oltre la fontana vi è una sorta di belvedere che si affaccia sul boscoso paesaggio della campagna circostante, con il lago di Bracciano sullo sfondo. Poco lontano, a settentrione, vi è la piccola borgata dei Quadroni, e ad oriente un altro piccolo borgo chiamato Il Vicinato. Sempre fuori dal paese, in mezzo al bosco, troviamo la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Due parole sull'antica Sylva Mantiana

Parte del suo territorio è occupato dalla Macchia Grande di Manziana, ormai l'ultima testimonianza dell'antica Sylva Mantiana, che copriva i monti Sabbatini Ceriti e della Tolfa fino al mar Tirreno.Questo raro ambiente di alberi ad alto fusto è probabilmente un residuo della foresta di querce, tigli e aceri, che prosperava nella zona. Attualmente predomina il cerro, alternato a maestosi esemplari di farnetto. Il bosco, che ha una superficie di 530 ettari, ricopre un pianoro prodottosi con l'accumulo di materiale generato dall'attività eruttiva del vulcano Sabatino, in epoca Pleistocenica (500.000 anni fa). Questa attività eruttiva ha portato alla formazione di polle di acqua calda, con emissione di gas sulfurei e della Solfatara. Sempre dall'attività vulcanica derivano le cave di Trachite, la sua presenza è quasi certamente all'origine dei primi insediamenti della contrada.

Ed è proprio con lo spirito di conservazione di questa immensa opera naturale che abbiamo deciso di lavorare per questo enorme progetto:

La Bonifica Ecologica della Macchia Grande di Manziana.

Lo scopo che la nostra Associazione si è riproposta in questo progetto, è quello di riuscire ad effettuare una bonifica pressoché totale da tutti i rifiuti metallici abbandonati all'interno del bosco nel corso degli anni, e sensibilizzare i singoli cittadini che usufruiscono del bosco, ad impegnarsi a mantenerlo il più vivibile possibile. Numerosi sono stati i raduni che hanno visto partecipare associati provenienti da tutta Italia, e numerose sono state le richieste fatte dai singoli associati, per ottenere l'autorizzazione per una giornata di ricerca. A distanza ormai di qualche anno da quando abbiamo iniziato, ci possiamo ritenere più che soddisfatti, elevato il quantitativo di materiale metallico rinvenuto, ed elevato anche il numero di reperti bellici, molte volte ancora inesplosi rinvenuti nelle varie ricerche.

Vogliamo in questa occasione ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questo progetto, ed in primo luogo i responsabili dell'Università Agraria di Manziana.

 

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